Il caso Epstein non è soltanto una vicenda giudiziaria, è lo specchio oscuro di ciò che accade quando il potere si separa dall’etica e si trasforma in dominio.
Quello che è emerso dovrebbe scuotere le coscienze dell’umanità intera ed invece, tutto sta transitando nell’indifferenza generale, affermandosi come fatti di cronaca che nessuno è in grado di condannare.
Un sistema di sfruttamento sessuale di minori con omicidi e riti satanici che coinvolgeva ambienti di élite, relazioni internazionali, protezioni e silenzi. Anche senza indulgere in narrazioni speculative, il dato filosofico è chiaro: il potere, quando si sottrae alla responsabilità, genera mostri.
Ma ciò che inquieta ancora di più e che ci deve far riflettere non sono i crimini commessi in quell’ambiente, ma come sia stato mai possibile arrivare a tanta disumanità.
Questo ambiente non è nato casualmente. Esso si strutturato, alimentato e protetto grazie ad un potere superiore che sicuramente non ha nessun rispetto per la vita, chi si sente al di sopra della legge e tende a percepirsi come al di sopra dell’etica.
Non serve immaginare forze sovrannaturali, in questa dinamica è l’illusione di onnipotenza a fare le regole del gioco, è il credersi intoccabili. È la convinzione che la propria posizione giustifichi qualsiasi azione.
Quando un’élite cade nell’inumanità non è un incidente, diventa una conseguenza, l’ultimo stadio dell’involuzione morale.
Il caso Epstein, al di là delle singole responsabilità penali, ci obbliga a farci una domanda, se esistono ambienti di potere che si auto-proteggono fino a rendere improbabile una vera giustizia, perché hanno reso pubblici tali fatti?
Questa élite considera il resto dell’umanità dei parassiti da eliminare, sa perfettamente che per mandare in rovina una società non deve attaccarla dall’esterno, ma svuotarla dall’interno: disumanizzarla, privarla di empatia, rendere tutto lecito, fino a normalizzare perfino l’atto più estremo — come il cannibalismo simbolico del più debole.
In una società è sufficiente spingere tutti all’interno di un tunnel dal quale risulta impossibile tornare indietro e questa scelta è l’integrità morale, che ha tradito se stesso anche una sola una volta,
- prima vive nell’indifferenza,
- poi nell’ignoranza che è la naturale conseguenza,
- quindi si afferma nel suo animo l’incoscienza delle relative conseguenze,
- non è più in grado di elaborare l’informazione con il proprio pensiero critico
- diventa un irresponsabile e agiste solo per pure egoismo
- ed alla fine, quando c’è la paura di perdere quello che si ha, si convince di essere legittimato a tutto
La storia mostra come questo processo sia in grado di creare dei mostri, ed oggi, questa storia non è più un’ombra scura del passato ma una realtà concreta.
La filosofia ci insegna che ogni sistema che perde il rispetto per la dignità umana è destinato a implodere, anche se nel breve periodo sembra invincibile.
Non è necessario evocare entità superiori per comprendere la gravità di ciò che accade quando l’uomo si sente Dio. Basta osservare la storia.
Ogni volta che qualcuno ha creduto di poter agire senza conseguenze, la realtà ha prima o poi ristabilito un equilibrio.
La vera domanda non è se qualcuno verrà condannato, la vera domanda è se la società saprà riconoscere i segni dell’involuzione morale prima che diventi normalità.
Gianni Diotallevi, Fondatore di ALFASSA